Preda ignara

scritto da Paulus
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Testo: Preda ignara
di Paulus


La periferia si mimetizza nei campi ormai non più coltivati: sono acri ed acri che si succedono, appezzamenti appena delimitati da fossati erbosi e filari di platani. Qualche pescatore di fortuna tende la lenza se qualche tinca abbocca. Si pesca di frodo con l'occhio vigile, che non si avvicini il guardapesca. La tinca resiste nel cestello portapesci. Ma l'uomo non prova compassione per quel pesce che annaspa. Il fossato appena imbruna sembra restringersi, qualche carpa guizza ancora fiacco come la radura di erbe brizzolate. Mi siedo su un tronco divorato, rosicchiato, dove prosperano i licheni colore ocra come macchie ingemmate. Lontano i condomini anonimi della città giganteggiano allungando le ombre, i rialzi brulli e frotte di adolescenti scalmanati inseguono la palla che ogni volta sembra schivare i tacchetti, le mamme dai ballatoi, tutti uguali, di cemento chiazzato di umidità, strillano stringendo la biancheria tra le braccia ossute. Strillano perché si fa sera perché la tavola sobria è apparecchiata con quel garbo che solo le mamme conoscono. Ancora più lontano le alture sono di un azzurro sfumato; e lembi di ghiaccio in alto sulle cime cinerine. Un cacciatore assiepato dentro la macchia con la canna del fucile segue il movimento della preda ignara. Mi passano accanto incuranti due fungaioli che battono il bosco in ogni stagione frugando sotto le foglie tastando i muschi sempre umidi. Se ne sono andati dalla città, dalle sue esalazioni, dal fetore che monta si addensa come una cappa. Sollevano la ramaglia verdissima dei mughi che fiancheggiano la mulattiera. Respirano a fondo sollevando il petto per riaversi. Poi riprendono il cammino alla cieca, in cerca di funghi mangerecci ma vegetano solo tignose verdognole.

Preda ignara testo di Paulus
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